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Comunicato stampa del 7 giugno 2024

Nel segno della terra l’ottava edizione di Licanìas,il festival culturale diretto da Giuseppe Culicchiain programma dal 20 al 23 giugno a Neoneli (OR).Tra i protagonisti Goffredo Fofi, Roberto Alajmo, Marcello Veneziani,Milena Agus, Giulio Boccaletti, Gaia Vince, Moni Ovadia,Mauro Del Corno, Romana Petri e Massimo Polidoro.

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Neoneli si prepara al varo dell’ottava edizione di Licanìas, il festival di parole, arti e paesaggi in programma da giovedì 20 a domenica 23 giugno nel piccolo centro nel territorio del Barigadu, in provincia di Oristano. La manifestazione promossa dal Comune si snoda ogni anno intorno a un tema diverso, da esplorare attraverso incontri, spettacoli e concerti con la partecipazione di autori e personalità di rilievo del panorama culturale: uno schema confermato anche per l’edizione in arrivo, la seconda con lo scrittore Giuseppe Culicchia alla direzione artistica, che sotto il titolo “Terra!” tratterà vari aspetti del nostro rapporto col pianeta che ci ospita, tra le sfide del presente – guerre, mutamenti climatici, diseguaglianze e povertà crescenti, migrazioni – e le speranze per il futuro.

«Certo il pianeta è nuovamente percorso da guerre che, oltre a fare un grandissimo numero di vittime civili, per la prima volta dalla caduta del Muro di Berlino evocano il rischio di un’escalation nucleare» osserva Giuseppe Culicchia: «Ciò nonostante, il futuro non è ancora stato scritto. E sta a noi far sì che i nostri figli e nipoti ci ringrazino per aver saputo affrontare le sfide assai impegnative che ci pone questo nostro complicato presente. Con gli ospiti di Licanìas cercheremo dunque di capire a quali obiettivi indispensabili dobbiamo puntare per far sì che gli scenari che ci attendono non pregiudichino la qualità della vita delle generazioni che verranno, a cominciare da un rinnovato rispetto nei confronti della Natura, dall’uso delle energie rinnovabili e da un’agricoltura sostenibile».

Come sempre di alto profilo il cast del festival: tra i protagonisti di questa ottava edizione, Milena AgusRoberto AlajmoMarcello VenezianiGaia VinceGiulio BoccalettiMauro Del CornoMoni OvadiaRomana Petri oltre ai già annunciati Goffredo Fofi e Massimo Polidoro.

  • Al via giovedì 20 giugno

La quattro giorni di Licanìas a cavallo del solstizio d’estate prende il via giovedì 20 giugno con la prima serie di appuntamenti, tutti in programma a Casa Culturaalle 18, l’apertura ufficiale con i saluti inaugurali del sindaco di Neoneli, Salvatore Cau, e del direttore artistico del festival, Giuseppe Culicchia, mentre spetterà ad Anna Rita Punzo, curatrice della sezione arti visive, il compito di introdurre e presentare le installazioni open-air di Battistina Casula esposte nella corte di Casa Cherchi, in Piazza Italia e nella stessa Casa Cultura: sono «installazioni dalle forme apparentemente semplici, ingenue, naïf, che definiscono spazi fisici concreti ma che, al contempo, rappresentano contenitori semantici più ampi, luoghi del pensiero capaci di generare in chi osserva associazioni inconsce e memorie emotive» osserva Punzo: «Tra le pareti in pietra del centro storico di Neoneli, l’artista plasma ed erige fragili case d’argilla: ogni dimora è un focolare, un ventre fecondo generato dall’unione di terre del Barigadu e di altri luoghi, metafora visiva della necessità di non essere isole nell’isola ma edificatori di ponti, dialoghi e legami tra i territori».

A seguire, spazio al primo ospite, Giulio Boccaletti, direttore scientifico del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), tra i massimi esperti di sicurezza ambientale e risorse naturali. Il tema del cambiamento climatico sarà al centro della lectio che proporrà alle 18.30 al pubblico del festival (titolo: “La terra che cambia”) e che ha trattato anche nel suo recente saggio Siccità, edito l’anno scorso da Mondadori.

Nel palinsesto del festival, la fascia serale è quella dedicata agli appuntamenti performativi: a suggello della giornata inaugurale, ecco dunque, con inizio alle 22, il reading di Elena Pau sul romanzo di Sergio Atzeni “Passavamo sulla terra leggeri”. Dedita al teatro da oltre venticinque anni, l’attrice sassarese di nascita e cagliaritana d’adozione vanta un’intensa attività nell’ambito della prosa (“La Supplente”, di Giuseppe Manfridi, il suo ultimo spettacolo, tuttora in distribuzione) e del teatro-canzone (con tre cd all’attivo).

  • Il programma della seconda giornata, venerdì 21

Venerdì 21Licanìas entra nel vivo con una giornata densa che prenderà le mosse già al mattino, con un appuntamento in cui la terra con i suoi frutti sarà autentica protagonista: in programma, dalle 10.30, un tour delle vigne in località Canales e una degustazione di prodotti tipici a cura della Pro loco di Neoneli, in collaborazione con Cantine di Neoneli e Bentu luna.

Due incontri in agenda per il pomeriggio a Casa Cherchi. Il primo, alle 17.30, è con Roberto Alajmo sul tema della terra intesa come luogo in cui nascono le parole. L’anno scorso lo scrittore e giornalista palermitano ha firmato per Sellerio Abbecedario siciliano dove ancora una volta, dopo il “Repertorio dei pazzi della città di Palermo” del 2018, usa ironia e arguzia per descrivere la sua isola, cercando di delinearne l’identità attraverso un glossario di termini dialettali. A dialogare con Roberto Alajmo sarà il giornalista, scrittore e studioso della lingua sarda Giuseppe Corongiu.

Spetterà invece a Danilo Lampis, amministratore comunale a Ortueri e portavoce del movimento Sardegna Chiama Sardegna, il compito di colloquiare con Mauro Del Corno, al centro dell’incontro in programma alle 19. Giornalista economico-finanziario, con un lungo trascorso (dal 2002 al 2019) nel programma Focus Economia di Radio 24 e ora nella redazione di ilfattoquotidiano.it, Del Corno ha pubblicato lo scorso novembre (per Guerini & Associati ) un “Piccolo manuale per grandi rivoluzioni dove tratta, come dichiara il sottotitolo, di diseguaglianze sociali, sfruttamento, crisi climatica, e lancia un grido di aiuto e di incitamento a ritrovare una capacità di pensare “altro” rispetto al credo neoliberista e un linguaggio per esprimerlo.

Lo spazio serale dedicato allo spettacolo, venerdì 21 vedrà di scena, alle 21.30 in piazza Barigadu, uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura della scena italiana: attore, autore e scrittore, Moni Ovadia con il suo teatro ha contribuito a fare conoscere la cultura Yiddish attraverso una lettura contemporanea, unica nel suo genere in Italia e in Europa. Noto anche per il suo costante impegno politico e civile a sostegno dei diritti e della pace, a Neoneli proporrà un recital con riflessioni, letture e storielle ispirate al suo vastissimo repertorio con uno sguardo sulla “terra contesa”, la Palestina.

Infine musica nello spazio “dopofestival”, dalle 23 in piazza Italia, con una delle formazioni di primo piano della scena isolana, su cui opera dal 2006: L’armeria dei briganti. Renzo Cugis (voce), Samuele Dessì (chitarra elettrica e voce), Andrea Murru (chitarra manouche e voce), Stefano Piras (chitarra manouche e voce), Andrea Lai (contrabbasso, basso e voce), Diego Deiana (violino e fisarmonica) e Mario Marino (batteria) proporranno la loro originale miscela di swing, canzone d’autore, musica tradizionale, jazz manouche e ripescaggi di ogni genere, in un concerto dove ironia e interazione con il pubblico saranno tra gli elementi portanti.

  • Sabato 22 la terza giornata

La mattina di sabato 22 giugno si apre con una divagazione naturalistica grazie alla collaborazione con Dare Sardinia, agenzia specializzata in escursioni nei paesaggi più incontaminati. A partire dalle 9 un percorso suggestivo alla scoperta dell’Oasi di Assai, tra Neoneli e Nughedu Santa Vittoria, con la sua fitta vegetazione di leccete e sugherete inframmezzate da guglie granitiche, e il suo ricco patrimonio floro-faunistico.

E sarà proprio questo luogo speciale a ospitare il primo incontro di giornata dal titolo Ritornoalla terra. A partire dalle 11.30Alessandro Spedicati, già frontman dei Sikitikis, oggi esperto di marketing e comunicazione, dialogherà con Maurizio Orgiana, imprenditore turistico e docente di marketing territoriale. Al centro del confronto il nuovo progetto di Spedicati Una vita quasi country, dedicato alla riscoperta di una vita rurale in armonia con i ritmi della terra.

Licanìas prosegue poi nel pomeriggio, alle 17, quando a Casa Cherchi è in programma l’incontro con uno dei più autorevoli critici, saggisti e giornalisti italiani, Goffredo Fofi, protagonista di una lectio dal titolo Letteratura contadina, riflessione che si muove sul confine tra antropologia, storia e letteratura in un excursus dall’Unità d’Italia ai giorni nostri.

A seguire, alle 18Gaia Vince, vincitrice del Royal Society Science Book Prize, affronterà uno dei grandi temi del nostro tempo: il cambiamento climatico e le migrazioni che potrà comportare. La scrittrice, giornalista e conduttrice televisiva con cittadinanza britannica e australiana, in conversazione con Ilaria Onida, con traduzione a cura di Rosella Zoccheddu, sarà al centro di un incontro che prende spunto dal suo libro “Il secolo nomade, edito nel 2023 da Bollati Boringhieri.

Si prosegue poi alle 19 con l’ultimo, intenso romanzo di Romana Petri per Mondadori: “Tutto su di noi“, aspra saga famigliare caratterizzata dalla voce forte e nitida della sua protagonista. Dialogherà con l’autrice Giuseppe Manias, direttore scientifico della Biblioteca Gramsciana a Villa Verde.

Il sabato di Licanìas si chiude in musica con il concerto degli ASKRA, storica band di Siniscola che da oltre trent’anni porta avanti il suo progetto di rock e militanza. Appuntamento in piazza Barigadu a partire dalle 22. Mentre a mezzanotte, per il dopofestival, dj set a cura di Eva Poles, storica voce dei Prozac+.

  • Gli ultimi impegni domenica 23

Ricco di spunti e incontri anche il cartellone di domenica 23 giugno, giorno di chiusura di questa ottava edizione di Licanìas. Si comincia a mezzogiorno con “Letture in cucina”, un appuntamento a Casa Cherchi condotto da Tommaso Melilli, chef e scrittore per Einaudi e 66th&2nd, cui seguirà una degustazione di prodotti tipici a cura della Pro Loco.

Si riparte alle 17, sempre a Casa Cherchi, con La meraviglia del tutto” (Mondadori), l’ultimo libro di Piero Angela scritto con Massimo Polidoro, che del grande divulgatore e giornalista è stato amico e collaboratore. A sua volta apprezzato divulgatore scientifico, Polidoro è docente al Politecnico di Milano e all’Università di Padova. Dialogherà con il giornalista e scrittore Nicola Muscas.

A seguire la lectio di Marcello Veneziani, autorevole filosofo ed esperto saggista, dal titolo Amare la terra, a partire dalla propria, una riflessione tratta dal suo ultimo libro per Marsilio L‘amore necessario, dove affronta l’ardua sfida di indicare una via d’uscita dalla solitudine e dal nichilismo, che faccia ritrovare la gioia di vivere e di essere al mondo, in armonia con l’universo e la nostra anima.

Alle 19 si prosegue con una delle autrici sarde più amate e lette in Italia e all’estero: MilenaAgus, in libreria per Mondadori con Notte di vento che passa. In conversazione con la giovane scrittrice sarda ChiaraMiscali (finalista l’anno scorso al premio Campiello Giovani), un incontro tutto letterario per un romanzo di formazione pieno di tenerezza e ostacoli da superare nella corsa per diventare adulti.

Sipario, infine, sull’edizione 2024 di Licanìas, con una gara di poesia sarda improvvisata, poesia a bolu, con Cristolu Muntone e Saverio Sodde accompagnati dal Tenore S’Angelu di Neoneli. Un gran finale all’insegna della tradizione con inizio alle 22 in piazza Italia.

  • Licanìas bimbi e ragazzi

Immancabili, anche in questa edizione di Licanìas, le attività dedicate ai più piccoli. La prima è in programma già la mattina della giornata inaugurale, giovedì 20 giugno, a partire dalle 10: un laboratorio di animazione alla lettura curato da Daniele Mocci, sceneggiatore di fumetti, scrittore e copywriter, organizzatore a Pimentel del festival Tesori a Fumetti, partner di Licanìas.

Altro appuntamento per i bambini e i ragazzi sabato mattina 22 giugno: in programma, con partenza alle 9, un’escursione nell’Oasi naturalistica di Assai, a cura dell’associazione Punti di vista.

  • Info

Tutti gli appuntamenti sono aperti al pubblico gratuitamente.

L’inaugurazione di giovedì 20, e poi gli incontri nei giorni successivi con Romana Petri, con Massimo Polidoro e con Milena Agus si avvarranno del servizio di interpretariato della lingua dei segni italiana (LIS/ita) curato da Giulia Petretto e Maria Paola Casula.

L’ottava edizione del festival Licanìas è promossa dal Comune di Neoneli con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport) e della Fondazione di Sardegna, in rete con i festival Cabudanne de sos poetas, Forse alla luna, Tesori a Fumetti, Strangius, e in collaborazione con Unione dei Comuni del Barigadu, Comune di Samugheo, Comune di Ardauli, Comune di Nughedu Santa Vittoria, Comune di Ula Tirso, Comune di Bidonì, Comune di Sorradile, Comune di Fordongianus, Comune di Busachi, Istituto Comprensivo di Samugheo, Istituto Superiore “Mariano IV d’Arborea” – sede di Ghilarza, Sistema Bibliotecario del Barigadu, Casa Cultura – Biblioteca Comunale di Neoneli, Pro Loco di Neoneli, Consulta Giovanile di Neoneli, Altrove Agenzia, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. – Oristano, Libreria Emmepi – Macomer, Libreria Chiara & Stefy – Ghilarza, Associazione Nati per Leggere, Associazione Lughenè, Associazione di Volontariato Cooperazione e Confronto, Associazione L.A.S.A.

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Comunicato stampa del 13 aprile 2024

Dal 20 al 23 giugno a Neoneli (OR) l’ottava edizione di Licanìas, il festival culturale diretto da Giuseppe Culicchia quest’anno sotto il titolo “Terra!”.

L’estate a Neoneli si apre nel segno di Licanìas : dal 20 al 23 giugno nel piccolo paese tra le verdi colline del Barigadu si rinnova l’appuntamento con il festival di parole, arti e paesaggi promosso dal Comune in provincia di Oristano. Giunto alla sua ottava edizione, la seconda sotto la direzione artistica dello scrittore Giuseppe Culicchia, Licanìas ruota ogni volta intorno a un tema differente, affidandone lo svolgimento a un parterre di ospiti composto da esponenti di rilievo del mondo culturale, e attraverso incontri, resentazioni editoriali, mostre, spettacoli, concerti. Una formula valida anche per la prossima quattro giorni a cavallo del solstizio d’estate che sotto il titolo “Terra!” toccherà alcuni dei tanti temi che riguardano l’uomo e la sua presenza su questo pianeta, tra ansie per questo complicato presente e speranze per il futuro.


«Di speranza, futuro, fiducia si parlerà molto nella nuova edizione del festival Licanìas», spiega il direttore artistico Giuseppe Culicchia. «Certo il pianeta è nuovamente percorso da guerre che, oltre a fare un grandissimo numero di vittime civili, per la prima volta dalla caduta del Muro di Berlino evocano il rischio di un’escalation nucleare. Ciò nonostante, il futuro non è ancora stato scritto. E sta a noi far sì che i nostri figli e nipoti ci ringrazino per aver saputo affrontare le sfide assai impegnative che ci pone questo nostro complicato presente. Con gli ospiti di Licanìas cercheremo dunque di capire a quali obiettivi indispensabili dobbiamo puntare per far sì che gli scenari che ci attendono non pregiudichino la qualità della vita delle generazioni che verranno, a cominciare da un rinnovato rispetto nei confronti della Natura, dall’uso delle energie rinnovabili e da un’agricoltura sostenibile».


In attesa di rendere pubblico il programma completo, il festival svela intanto due dei tanti ospiti in arrivo a giugno a Neoneli: il saggista e critico cinematografico e letterario Goffredo Fofi, che parlerà della letteratura dell’Italia contadina nel corso del Novecento, e Massimo Polidoro, storico collaboratore di Piero Angela di cui presenterà il libro postumo ” La meraviglia del tutto “, nato dalle conversazioni fra i due: una sorta di summa del pensiero del popolare divulgatore scientifico scomparso due anni fa. L’ottava edizione del festival Licanìas è promossa dal Comune di Neoneli con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport) e della Fondazione di Sardegna.

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Comunicato stampa del 23 giugno 2023

Domani a Neoneli (OR) terza giornata per il festival culturale Licanìas
con Piersandro PallaviciniGaia Manzini, Ingo Shulze,
Ritanna ArmeniGino Castaldo e Malasorti.

Una lunga giornata di libri, incontri e musica, dal mattino alla notte, domani (sabato 24 giugno) a Neoneli (OR) per la settima edizione di Licanìas, il festival culturale promosso dall’Amministrazione comunale del piccolo borgo nel cuore del Barigadu, con la direzione artistica dello scrittore Giuseppe Culicchia, in corso da giovedì fino a domenica.
 
Si comincia alle 10 a Casa Cultura con una conversazione tra Giovanni Cocco e Piersandro Pallavicini, scrittore e ordinario di chimica inorganica all’Università di Pavia, che nel suo Il figlio del direttore (Mondadori, 2023) racconta con humor sgomento e agghiacciante comicità una storia che insegue i suoi fantasmi provinciali, crudele nella messa a fuoco, pietosa nel sorriso che li restituisce alla loro umanità.
 
Alle 11.30 riflettori puntati su una delle più apprezzate scrittrici italiane, Gaia Manzini, che, accompagnata da Giuseppe Culicchia, affronterà i temi de La via delle sorelle (Bompiani 2023), il suo romanzo che riflette sull’amicizia e sui legami, sospeso tra il memoir e l’indagine letteraria.
 
Nel pomeriggio gli appuntamenti del festival si spostano in Largo Margherita, dove alle 16.30 è in programma l’incontro con l’ospite internazionale di questa edizione, lo scrittore tedesco (originario della DDR) Ingo Schulze, che a Neoneli presenta La rettitudine degli assassini (Feltrinelli, 2022). In dialogo con il direttore artistico, con la traduzione dell’interprete Stefano Zangrando, la conversazione si concentrerà sull’amore per i libri e sull’irruzione della Storia nella coscienza individuale.
 
Le atmosfere di una Roma assediata dai nazisti sono invece sullo sfondo dell’incontro successivo, quello con Ritanna Armeni, giornalista e scrittrice dalla lunga storia e dalla grande autorevolezza. Il suo nuovo romanzo si intitola Il secondo piano (Ponte alle Grazie 2023): l’autrice ne parlerà con Chiara Miscali a partire dalle 17.30.
 
Storica firma di Repubblica e voce nota di RaiRadio2, Gino Castaldo sarà al centro del terzo appuntamento pomeridiano per parlare – in compagnia del giornalista Nicola Muscas – del suo recentissimo Il cielo bruciava di stelle (Mondadori 2023), il racconto di un periodo di straordinaria intensità per la musica italiana, fra il 1979 e il 1981, che intreccia storie di vita e di musica di nove protagonisti d’eccezione: Fabrizio De André, Lucio Dalla, Vasco Rossi, Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Pino Daniele, Franco Battiato, Francesco Guccini e Rino Gaetano.
 
Il sabato di Licanìas riparte poi alle 22, sempre in compagnia di Gino Castaldo che, in veste di storyteller e in perfetta sintonia con il tema del festival (“Muri”) presenta The Wall, un racconto per parole e video musicali della storia dei Pink Floyd e, in particolare, di un disco che prende forma come una straordinaria e universale allegoria: quel muro personale che Roger Waters sentiva tra sé e il mondo.
 
Alle 24 il festival sceglie la musica del trio sardo Malasorti per augurare al suo pubblico la buonanotte: con Emanuele “Lele” Pittoni alla voce, Francesco Bachis alla tromba e le atmosfere elettrodub di Francesco Medda, in arte Arrogalla.
 
La settima edizione di Licanìas si chiude domenica (25 giugno), ospiti Tommaso PincioMattia SignoriniSilvia BallestraLuca BriascoIgor Sibaldi e Tommaso Melilli. Visitabile tutti i giorni, dalle 10 alle 20, nella Sala Corrale, la mostra Il muro (degli angeli)a cura di Anna Rita Punzo, con opere fotografiche di Giusy Calia e pittoriche di Ruben Mureddu.

Tutti gli appuntamenti sono aperti al pubblico con ingresso gratuito. Per informazioni: 3335765304 • 3498751085 • www.licanias.it • facebook.com/licaniasfest • www.instagram.com/licaniasfest.

Il festival Licanìas è promosso dal Comune di Neoneli con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport) e della Fondazione di Sardegna, in rete con i festival Cabudanne de sos poetas, Forse alla luna, bab, Strangius, 7sere 7piazze 7libri, e in collaborazione con Unione dei Comuni del Barigadu, Comune di Samugheo, Comune di Ardauli, Comune di Nughedu Santa Vittoria, Comune di Ula Tirso, Comune di Bidonì, Comune di Sorradile, Comune di Fordongianus, Comune di Busachi, Istituto Comprensivo di Samugheo, Istituto Superiore “Mariano IV d’Arborea” – sede di Ghilarza, Sistema Bibliotecario del Barigadu, Casa Cultura – Biblioteca Comunale di Neoneli, Consulta Giovanile di Neoneli, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. – Macomer, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. – Oristano, Casa Reclusione di Oristano, Libreria Emmepi – Macomer, Libreria Chiara & Stefy – Ghilarza, Associazione Nati per Leggere, Associazione Lughenè, Associazione Cooperativa e Confronto, Associazione L.A.S.A.

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Comunicato stampa del 22 giugno 2023

Eraldo Affinati, Giampaolo Salice, Ginevra Bompiani,Luca Mercalli (in streaming), Vasco Brondi, Roberto Mercadini, i Suuuperfunk!!!protagonisti domani a Neoneli (OR) della seconda giornata del festival Licanìas.

Entra nel vivo a Neoneli (OR) la settima edizione di Licanìas, il festival culturale promosso dall’Amministrazione comunale del borgo nel cuore del Barigadu, per la direzione artistica dello scrittore Giuseppe Culicchia.

Domani, venerdì 23 giugno, prende il via alle 10 del mattino, a Casa Cultura, una ricca giornata di incontri. Protagonista del primo appuntamento in agenda, dal titolo Chiudende abbattute. Storia e memorie di uno spazio pubblico, lo storico dell’Università di Cagliari Giampaolo Salice.

Alle 11.30, sempre a Casa Cultura, sarà poi la volta di uno dei maggiori scrittori italiani, Eraldo Affinati, che alla didattica e alla produzione letteraria affianca un’intensa attività di conferenziere e formatore. Fondatore della Scuola Penny Wirton per l’insegnamento gratuito della lingua italiana ai migranti, Affinati è stato nominato Commendatore della Repubblica Italiana per motu proprio del presidente Sergio Mattarella. A Neoneli, in conversazione con Giuseppe Culicchia, parlerà del suo Il Vangelo degli Angeli (Harper & Collins, 2021), una grande e ambiziosa riscrittura dei vangeli che invita a tornare a Gesù, a occuparsi degli ultimi.

Nel pomeriggio il festival si sposta sul palco di Largo Margherita dove è in programma, alle 16.30, un incontro con Ginevra Bompiani, scrittrice, traduttrice e docente universitaria, ideatrice per le edizioni Bompiani – fondata dal padre Valentino – della collana di letteratura fantastica “Pesanervi”. Una vita dai molti colori, la sua, raccontata in La penultima illusione (Feltrinelli, 2022), il memoir in cui ricorda l’infanzia tra Milano e Firenze, l’esperienza della guerra e una pace da scoprire, la sua condizione di figlia di un rinomato editore, i viaggi e gli incontri con personalità come Umberto Eco, Italo Calvino, Elsa Morante, Giorgio Manganelli, Giorgio Agamben, la fondazione di una sua casa editrice, le battaglie vinte e quelle perse, ma sempre con determinazione. Insieme a lei il direttore artistico di Licanìas Giuseppe Culicchia.

Alle 17.30 spazio a uno dei volti più autorevoli della divulgazione scientifica in Italia, Luca Mercalli, protagonista di un incontro in diretta streaming. Climatologo e meteorologo, affronterà i temi trattati nel suo libro Il mio orto tra cielo e terra. Appunti di meteorologia e ecologia agraria per salvare clima e cavoli (Aboca edizioni, 2022), una riflessione di stringente attualità sui cambiamenti climatici e sulle prospettive per salvaguardare un equilibrio già compromesso.

Alle 18.30 riflettori puntati su Vasco Brondi, tra i più amati e importanti cantautori della scena indipendente italiana che, in dialogo con Francesca Atzas, racconterà il suo Paesaggio dopo la battaglia (La Nave di Teseo, 2022). Il libro raccoglie il diario tenuto da Brondi nel corso della lavorazione dell’omonimo disco, primo lavoro solista dopo la conclusione del progetto artistico Le Luci Della Centrale Elettrica, concepito in parte durante la pandemia. Scritto in una nazione deserta dentro notti silenziosissime tra Milano e Ferrara, con ricordi di viaggi in India, a Lampedusa e nei paesi disabitati dell’Italia interna, accoglie tutto ciò che dalle canzoni esonda e che chiede uno spazio e un tempo ulteriori per essere raccontato. Sul palco l’immancabile chitarra per una sorpresa finale.

La fascia serale, votata alle fasi più performative del festival, si apre alle 22 con il poliedrico Roberto Mercadini. Narratore, scrittore, poeta e divulgatore, i suoi monologhi spaziano dalla Bibbia ebraica all’origine della filosofia, dall’evoluzionismo alla felicità. A Neoneli sarà protagonista di Little Boy. Storia incredibile e vera della bomba atomica, uno spettacolo che unisce fisica quantistica e storia del Novecento per un racconto pieno di estremi che si toccano: orrore e ironia, calcoli perfetti e casualità assurde, genio e idiozia.

La giornata di venerdì si chiuderà in musica, intorno alla mezzanotte, con i Suuuperfunk!!!, un hammond trio che fonde rock, soul e blues nella via maestra del funk. Un concerto dal ritmo incalzante il cui groove è il comune denominatore. Sul palco Jim Solinas all’organo hammond, Frankie B Goode alla chitarra elettrica e Antonio Argiolas alla batteria.

Licanìas prosegue sino a domenica 25 giugno con Silvia BallestraGino CastaldoRitanna ArmeniTommaso PincioNadia Terranova e molti altri ospiti. Visitabile tutti i giorni (dalle 10 alle 20) nella Sala Corrale, la mostra Il muro (degli angeli)a cura di Anna Rita Punzo, con opere fotografiche di Giusy Calia e pittoriche di Ruben Mureddu.

Tutti gli appuntamenti sono aperti al pubblico con ingresso gratuito. Per informazioni: 3335765304 • 3498751085 • www.licanias.it • facebook.com/licaniasfest • www.instagram.com/licaniasfest.

Il festival Licanìas è promosso dal Comune di Neoneli con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport) e della Fondazione di Sardegna, in rete con i festival Cabudanne de sos poetas, Forse alla luna, bab, Strangius, 7sere 7piazze 7libri, e in collaborazione con Unione dei Comuni del Barigadu, Comune di Samugheo, Comune di Ardauli, Comune di Nughedu Santa Vittoria, Comune di Ula Tirso, Comune di Bidonì, Comune di Sorradile, Comune di Fordongianus, Comune di Busachi, Istituto Comprensivo di Samugheo, Istituto Superiore “Mariano IV d’Arborea” – sede di Ghilarza, Sistema Bibliotecario del Barigadu, Casa Cultura – Biblioteca Comunale di Neoneli, Consulta Giovanile di Neoneli, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. – Macomer, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. – Oristano, Casa Reclusione di Oristano, Libreria Emmepi – Macomer, Libreria Chiara & Stefy – Ghilarza, Associazione Nati per Leggere, Associazione Lughenè, Associazione Cooperativa e Confronto, Associazione L.A.S.A.

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Comunicato stampa del 20 giugno 2023

Da giovedì a domenica 25 giugno a Neoneli (OR) torna il festival culturale Licanìas,con Vasco Brondi, Silvia Ballestra, Gino Castaldo, Ritanna Armeni, Eraldo Affinati,Luca Mercalli, Tommaso Pincio, Nadia Terranova e molti altri ospiti.

Tutto pronto a Neoneli per la settima edizione di Licanìas, il festival di parole, arti e paesaggi promosso dall’Amministrazione comunale del piccolo centro nel cuore del Barigadu, in provincia di Oristano. Da giovedì 22 a domenica 25 giugno quattro giorni di libri, incontri, musica e spettacolo divisi su cinquepalchi per ventisei appuntamenti con trentunoospiti.

Per la prima volta al timone della rassegna lo scrittore torinese Giuseppe Culicchia, che cura la direzione artistica cementando così il suo legame con Neoneli dopo la residenza di sei anni fa, dalla quale è nato il racconto “Neoneli, un (in)canto“, presentato al Salone del libro di Torino nel 2018.

Al centro di questa edizione una riflessione attorno al tema “Muri“, scelto da Culicchia come filo conduttore: «Nuovi muri sono spuntati ovunque – spiega il direttore artistico – a dividere, frammentare, parcellizzare. Lo si è fatto in tema di diritti, in un’incessante, insensata lotta tra ultimi e penultimi e ultimi tra gli ultimi, intanto che dal discorso pubblico spariva un tema che al contrario dovrebbe essere centrale, quello del lavoro».

Tra gli ospiti di quest’anno grandi protagonisti del mondo culturale italiano, scrittrici e scrittori, divulgatori, performer e musicisti: da Vasco Brondi a Silvia Ballestra, da Gino Castaldo a Ritanna Armeni, da Eraldo Affinati a Tommaso Pincio e Nadia Terranova. Al ricco cartellone si aggiunge anche il climatologo e divulgatore Luca Mercalli, che terrà un incontro – in diretta streaming – per parlare (venerdì 22, alle 17,30) del suo Il mio orto tra cielo e terra. Appunti di meteorologia e ecologia agraria per salvare clima e cavoli (Aboca Edizioni 2017). Rispetto al programma già annunciato, per un imprevisto impedimento non potrà invece partecipare al festival Mario Tozzi.

La settima edizione di Licanìas apre il sipario giovedì 22 giugno con i saluti inaugurali alle 18 Casa Cultura. Un incontro accessibile anche alle persone sorde grazie al servizio di interpretariato Lis a cura di GiuliaPetretto e MariaPaolaCasula.

Alle 18,15 il festival entra nel vivo con Giovanni Bianconi, storico inviato del Corriere della Sera per il quale segue le più importanti vicende giudiziarie e di cronaca. In conversazione con Giuseppe Culicchia, discuterà di Un pessimo affare (Solferino 2022), il suo libro che ricostruisce i misteri della strage di via D’Amelio in cui perse la vita Paolo Borsellino. Tra polemiche e testimonianze inedite, tra depistaggi e protezioni inadeguate, la storia di un delitto che porterà all’adozione di nuove norme contro la criminalità organizzata e risulterà un “pessimo affare” per i mafiosi.

Alle 19,30 si prosegue in Sala Corrale per il taglio del nastro della mostra Il Muro (Degli Angeli), con opere fotografiche di Giusy Calia e opere pittoriche di Ruben Mureddu. «Il muro degli angeli – spiega la curatrice Anna Rita Punzo – è il nome dato da Alda Merini alle pareti della stanza da letto nella sua casa sui Navigli. Il ricordo di quegli ambienti e del sorriso della poetessa riemergono dalle fotografie dell’artista sarda Giusy Calia, che ebbe modo di conoscerla e di ritrarla. Da qui l’idea di realizzare un doppio racconto, che allarga lo sguardo a coloro che vennero confinati dentro i muri degli ospedali psichiatrici e a chi, come Alda Merini, è sopravvissuta a quella forma di detenzione. Autori e interpreti di questo progetto saranno due protagonisti dell’arte contemporanea sarda: Giusy Calia, appunto, e Ruben Mureddu. Artista e arteterapeuta, tra il 2011 e il 2018 ha ideato e curato laboratori sperimentali che hanno coinvolto gli ospiti delle comunità protette della Asl di Sassari; da queste esperienze nascono e si sviluppano le opere realizzate tra il 2011 e il 2014 che definiscono parte del percorso espositivo de “Il muro degli angeli”».

In serata, dalle 21,30 a CasaCultura, a declinare il tema di Licanìas sarà DuilioCaocci, docente di Lettere all’Università di Cagliari, attraverso una lectio informale su vita e opere di Melchiorre Murenu.

La prima giornata del festival si chiuderà nel segno della poesia a bolu, una gara di improvvisazione poetica in lingua sarda. Protagonisti l’oristanese Diego Porcu, che ha debuttato nella sua prima gara ufficiale nel 2015 ma coltiva la passione – e l’esercizio – della poesia sin da bambino; e il nuorese Giuseppe Porcu, che alla pratica della poesia unisce l’impegno per la salvaguardia della gara poetica estemporanea. Per questo motivo è stato insignito nel 2017 del premio “Si moves sa limba, sa limba ti movet” dall’Istituto Camillo Bellieni si Sassari. Entrambi classe ’85, si esibiranno accompagnati dal Tenore S’Angelu di Neoneli. Appuntamento alle 22 sempre a Casa Cultura.

Tutti gli appuntamenti sono aperti al pubblico con ingresso gratuito. Per informazioni: 3335765304 • 3498751085 • www.licanias.it • facebook.com/licaniasfest • www.instagram.com/licaniasfest.

Il festival Licanìas è promosso dal Comune di Neoneli con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport) e della Fondazione di Sardegna, in rete con i festival Cabudanne de sos poetas, Forse alla luna, bab, Strangius, 7sere 7piazze 7libri, e in collaborazione con Unione dei Comuni del Barigadu, Comune di Samugheo, Comune di Ardauli, Comune di Nughedu Santa Vittoria, Comune di Ula Tirso, Comune di Bidonì, Comune di Sorradile, Comune di Fordongianus, Comune di Busachi, Istituto Comprensivo di Samugheo, Istituto Superiore “Mariano IV d’Arborea” – sede di Ghilarza, Sistema Bibliotecario del Barigadu, Casa Cultura – Biblioteca Comunale di Neoneli, Consulta Giovanile di Neoneli, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. – Macomer, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. – Oristano, Casa Reclusione di Oristano, Libreria Emmepi – Macomer, Libreria Chiara & Stefy – Ghilarza, Associazione Nati per Leggere, Associazione Lughenè, Associazione Cooperativa e Confronto, Associazione L.A.S.A.

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RICCARDO SGUALDINI • cell. 347 83 29 583 • E-mail: tagomago.1@gmail.com
NICOLA MUSCAS • cell. 347 568 44 50 • E-mail: nicolamuscas@hotmail.it

Comunicato stampa del 25 maggio 2023 Dal 22 al 25 giugno a Neoneli (OR) la settima edizione del festival culturale Licanìas. Silvia Ballestra, Gino Castaldo, Ritanna Armeni, Eraldo Affinati, Mario Tozzi, Tommaso Pincio, Nadia Terranova tra gli ospiti.

È stata presentata questa mattina in videoconferenza stampa la settima edizione di Licanìas, il festival in programma a Neoneli dal 22 al 25 giugno. Ad aprire l’incontro il sindaco del piccolo borgo del Barigadu, Salvatore Cau, che ha sottolineato l’importanza della cultura «come base per la crescita di una comunità; e del coinvolgimento della Consulta giovanile come segnale incoraggiante per il futuro. Per un paese di 650 abitanti – ha precisato il sindaco – senza ristoranti o alberghi, è fondamentale organizzare un festival che esca dai propri confini per diventare un evento territoriale. Per questo abbiamo coinvolto biblioteche, scuole e librerie non solo del Barigadu, per una serie di attività che vanno oltre i quattro giorni di Licanìas».


 La presentazione del festival è stata anche l’occasione per incontrare il nuovo direttore artistico Giuseppe Culicchia, tra più apprezzati scrittori italiani, che a Neoneli ha dedicato un racconto nel 2018 al seguito di una residenza artistica. A lui il compito di presentare il programma e soprattutto il tema conduttore della rassegna: Muri. «È un tema di grande attualità che fotografa molto bene il nostro tempo. Se la caduta del Muro di Berlino ha rappresentato l’inizio di una fase di pacificazione, dialogo e apertura, gli anni che viviamo ci raccontano l’erigersi di nuovi muri, nuovi conflitti, nuove barriere. Ci sono poi i muri che non vediamo, quelli sociali, eredità di una pandemia che ci ha privati del contatto e della condivisione; e i muri generazionali, in un Paese in cui è sempre più ampio il divario tra chi è tutelato dai diritti conquistati nel tempo, e chi quei diritti se li è visti azzerare, grazie alla chimera di un precariato rivenduto come forma di libertà che invece impedisce ai più di immaginarsi, costruirsi un futuro». 

A declinare il tema del festival anche la mostra Il muro degli angeli, curata da Anna Rita Punzo. «Il muro degli angeli – ha spiegato – è il nome dato da Alda Merini alle pareti della stanza da letto nella sua casa sui Navigli. Il ricordo di quegli ambienti e del sorriso della poetessa riemergono dalle fotografie dell’artista sarda Giusi Calia, che ebbe modo di conoscerla e di ritrarla.

Da qui l’idea di realizzare un doppio racconto, che allarga lo sguardo a coloro che vennero confinati dentro i muri degli ospedali psichiatrici e a chi, come Alda Merini, è sopravvissuta a quella forma di detenzione. Autori e interpreti di questo progetto saranno due protagonisti dell’arte contemporanea sarda: Giusi Calia, appunto, e Ruben Mureddu, già protagonista di un progetto artistico nei locali dell’ex ospedale psichiatrico di Rizzeddu, a Sassari. Un’esperienza che ha portato alla realizzazione di 30 opere pittoriche che saranno visitabili a Neoneli».

La registrazione della conferenza stampa è disponibile in visione sulla pagina facebook di Licanìas: https://fb.watch/kK-e3EYW9i/
La cartella stampa si può scaricare invece tramite questo link: https://bit.ly/3OvYQw8

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Comunicato stampa del 4 maggio 2023

Dal 22 al 25 giugno a Neoneli (OR) ritorna il festival culturale Licanìas, con la nuova direzione artistica affidata allo scrittore Giuseppe Culicchia. Titolo e tema dell’edizione 2023: “Muri”.

Una stagione di grande rinnovamento a Neoneli per la nuova edizione di Licanìas, il festival di parole, arti e paesaggi promosso dall’Amministrazione comunale del piccolo borgo nel cuore del Barigadu, in provincia di Oristano. Cambia innanzitutto la collocazione temporale, con la rassegna che si riposiziona all’inizio dell’estate, per l’esattezza da giovedì 22 a domenica 25 giugno. E cambia anche la direzione artistica, affidata quest’anno allo scrittore torinese Giuseppe Culicchia, che cementa così il suo legame con Neoneli dopo la residenza artistica di sei anni fa dalla quale è nato il racconto “Neoneli, un (in)canto“, presentato al Salone del libro di Torino nel 2018.
 
Licanìas saranno quattro giorni di musica e parole, arti visive e riflessioni attorno al tema “Muri“, scelto da Culicchia come filo conduttore di questa edizione. «Nuovi muri sono spuntati ovunque – spiega il direttore artistico – a dividere, frammentare, parcellizzare. Lo si è fatto in tema di diritti, in un’incessante, insensata lotta tra ultimi e penultimi e ultimi tra gli ultimi, intanto che dal discorso pubblico spariva un tema che al contrario dovrebbe essere centrale, quello del lavoro».
 
Muri sociali, dunque, ma anche muri interiori«Chino sul proprio io ridotto ai minimi termini dello schermo che tiene in mano, l’appartenente alla Specie umana si nutre dell’illusione di poter comunicare in tempo reale con chiunque, e al contrario si ritrova sempre più solo. L’idea stessa di solidarietà pare essersi eclissata. Complice la nota pandemia, ci si è chiusi tra le mura di casa. E l’isolamento patito durante quei mesi ha scavato dentro di noi una sorta di fossato difensivo colmo di paura. Per paura ci si è divisi, accusandosi a vicenda, sordi alle ragioni o ai dubbi dell’altro, incapaci di mettersi in ascolto, pronti a giudicare e condannare».
 
E infine muri generazionali, con uno sguardo al futuro: «Non è forse un muro altissimo e invalicabile – conclude Culicchia – quello che oggi divide le generazioni? È al di là di quel muro il futuro delle nuove generazioni, di un paese come Neoneli e di una Nazione come l’Italia. Un Paese che non investe nei giovani è per definizione senza futuro. Ma è proprio di futuro che abbiamo bisogno: un futuro che va costruito giorno dopo giorno nel nostro presente, senza dimenticare le lezioni del passato».
 
Saggista, romanziere e traduttore, Giuseppe Culicchia esordisce come autore di racconti nell’antologia Papergang (1990), nell’ambito del progetto di scrittura giovanile “Under 25” curato da Pier Vittorio Tondelli. Ha pubblicato e tradotto libri per la maggiori case editrici italiane. I suoi romanzi sono stati pubblicati in Germania, Francia, Spagna, Catalogna, Paesi Bassi, Grecia, Russia, Romania, Repubblica Ceca, Corea del Sud, Turchia. Lo scrittore torinese sarà presente nella sua nuova veste di direttore artistico di Licanìas nella conferenza stampa di presentazione del festival prevista per il prossimo 17 maggio.
 
Per informazioni: 333 5765304 • 349 8751085 • www.licanias.it • facebook.com/licaniasfest • www.instagram.com/licaniasfest.
 
Il festival Licanìas è promosso dal Comune di Neoneli con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport) e della Fondazione di Sardegna, in rete con i festival Cabudanne de sos poetas, Forse alla luna, bab, Strangius, 7sere 7piazze 7libri, e in collaborazione con Unione dei Comuni del Barigadu, Comune di Samugheo, Comune di Ardauli, Comune di Nughedu Santa Vittoria, Comune di Ula Tirso, Comune di Bidonì, Comune di Sorradile, Comune di Fordongianus, Comune di Busachi, Istituto Comprensivo di Samugheo, Istituto Superiore “Mariano IV d’Arborea” – sede di Ghilarza, Sistema Bibliotecario del Barigadu, Casa Cultura – Biblioteca Comunale di Neoneli, Consulta Giovanile di Neoneli, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. – Macomer, Centro Servizi Culturali U.N.L.A. – Oristano, Casa Reclusione di Oristano, Casa libreria Emmepi – Macomer, Libreria Chiara & Stefy – Ghilarza, Associazione Nati per Leggere, Associazione Lughenè, Associazione Cooperativa e Confronto, Associazione L.A.S.A.

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Storia Popolare della Sardegna di Luciano Marrocu

Il 26 agosto, nel cortile ventoso di Casa Cultura, Luciano Marrocu ci ha guidato, insieme alle domande di Mauro Tetti, fra le pagine del suo libro “Storia popolare della Sardegna“. Marrocu, prima di cominciare, ricorda l’importanza che ha avuto Giulio Angioni nel panorama letterario e storico isolano.

L’autore (che in realtà si occupa di storia contemporanea) ci parla quasi di una sfida postagli dall’editore, ovvero quella di ricostruire la storia della nostra Isola a partire dai primi abitanti fino al 2019, passando per le epoche e le vicende che maggiormente hanno segnato l’evoluzione della nostra società.

Ma perché proprio storia popolare?

«La storia di un popolo è necessariamente popolare» afferma Marrocu. Con una serie di domande stimolanti prosegue il viaggio nella storia sarda: si è parlato di personaggi di spicco a cui la nostra isola ha dato i natali, come Sigismondo Arquer o Giomaria Angioy; di fatti come le conquiste e le dominazioni straniere e soprattutto di come il popolo Sardo ha reagito e ai cambiamenti subiti.

Ma in tutto l’arco della storia Sarda, Marrocu non si sente di poter inserire o applicare il concetto di colonialismo: secondo l’autore infatti, anche alcuni dei casi più particolari e radicali (guardando al Castel di Cagliari pisana e alle vere e proprie sostituzioni etniche messe in atto dai catalani ad Alghero e nella stessa capitale Sarda) si sono tradotti poi in una sorta di integrazione, spesso le generazioni che sono succedute ai conquistatori si sono trovati a essere identificati di fatto come sardi (testimonianze ce ne lasciano molti cognomi di origine extra-isolana che fanno parte ormai del patrimonio sardo).

«La storia di un popolo è necessariamente popolare»

Luciano Marrocu

L’incontro si conclude ribadendo l’invito che forse il pubblico ha ereditato in maniera forte da quest’ora e mezza: quella di approfondire e dare valore al proprio passato, ma soprattutto di riconoscersi come popolo e dunque protagonista principale della propria storia.


Volta Pagina x Licanias 2022

Letizia Battaglia e i suoi racconti muti

Ci sono tanti modi di raccontare storie. Immagini, sculture, poesia, pittura, fotografia. Tra questi e tanti altri non ce n’è uno più forte, uno che vince. Dipende dall’intensità con cui ciascuno viene usato. Ma nella fotografia c’è Letizia Battaglia e lei, invece, ha vinto. Ha vinto perché non ha solo fotografato. Ma ha scolpito, raccontato, catturato. Ha fatto poesia, musica, arte attraverso le immagini. Nelle sue fotografie sono racchiusi tutti quanti i modi di raccontare. Tutto il pathos che l’uomo ci mette nel creare cose vere, nell’aggraparsi alla realtà e graffiarne via gli strati superficiali, per restituirne il bello. Quel bello sublime, che attrae e spaventa. Anzi, spesso, terrorizza.

Fa paura, infatti, l’arte della Battaglia. Spaventa il modo in cui il mondo appare senza veli, in cui l’Italia è messa a nudo, in cui la stasi di un’immagine parla; anzi: grida.

Ci sono i morti ammazzati, nello spaccato di un tempo in cui la mafia era più viva e vera che mai. Il sangue scuro che nelle fotografie diventa un nero pesto. I capi chini sul petto, i corpi afflosciati, gli arti in posizioni disarmoniche. La fissità dei visi senza vita. Poi i ghigni stravolti dei sopravvissuti: la morte che, su di loro, si vede meglio in chi è morto per davvero. Lo scorcio dell’omicidio Mattarella; i bambini che giocano con le armi; i corpi riversi sui sofà; le macchine custodi di cadaveri dalla testa china, pendente sul petto.

Quel bello sublime, che attrae e spaventa. Anzi, spesso, terrorizza.

Poi lo spaccato di un’Italia che ricordiamo così come lei l’ha impressa. I bambini che gridano; le bambine e i loro occhi pieni; le donne anziane che piangono; i giochi di luce e di buio; le generazioni a confronto e quelle perse per sempre.

Ci sono cose che le parole non riescono a riassumere. Forse di parole per farlo bisogna ancora inventarne. E poi ci sono persone che hanno inventato altri modi di raccontarle, quelle cose. Un po’ come ha fatto Letizia Battaglia con la fotografia. Un obiettivo che sembra mirare fuori, al mondo esterno, il suo. Ma che per imprimerlo così bene, quel mondo, è un obiettivo che riprende anche da dentro. Nella sua arte ci sono le anime, non solo i corpi; c’è la morte ma c’è anche la vita; c’è il sangue e poi la felicità; ci sono le cose vere, anche se fanno male; ci sono gli sguardi e le lacrime di un mondo che a volte cambia e che intanto crolla. Ci sono le macerie rimaste, e le fondamenta dei palazzi che qualcun altro costruirà. C’è il passato, il presente, ma anche il futuro. Una narrazione muta che si perde in un linguaggio nuovo. Un modo di narrare che non ha bisogno di regole, impianti, impostazioni, leggi. Si fonda sulla corporeità del gesto del fotografare. Su una tensione nuova e del tutto priva di artifici, di retorica. Non ci sono perifrasi, non c’è un prologo o un epilogo. C’è solo il presente. Quello vero, crudo.

Nella sua narrazione, Letizia Battaglia racconta una storia. La sua, e quella di tutti. Una storia fatta di male e di bene; un racconto silente dei movimenti del tempo, di come il mondo avanza, e degli uomini che lo portano avanti, o indietro.


A cura di
Chiara Miscali e Giuseppina Murru

Volta Pagina x Licanias 2022

L’intervista di Volta Pagina all’autore Paolo Nori

Paolo Nori, grande studioso e amante di letteratura russa, scrittore, traduttore e blogger, porta in scena a Licanìas il suo monologo Sanguina Ancora, titolo dell’omonimo libro in finale al Premio Campiello 2021. Si cerca la risposta alla domanda: Che senso ha, oggi, leggere Dostoevskij? E nel cercarla, questa risposta, Nori parte dal fatto che Dostoevskij ci ha detto, nelle cose che ha scritto, come siam fatti prima ancora che venissimo al mondo. C’è stato un principio, un’epifania: Paolo Nori legge Delitto e Castigo a quindici anni e rimane incantato da come Dostoevskij parli a lui, parli di lui.

A Volta Pagina ha parlato di letteratura, scrittura e di quella ferita che sanguina ancora

Ha intitolato il libro Sanguina Ancora. Dostoevskij è una ferita aperta. Secondo lei è bene che tutti l’abbiano, questa ferita? Ovvero qualcosa che fa sanguinare, che fa vivere la vita e vedere il mondo in un certo modo? O è bene che prima o poi, questa ferita, si cicatrizzi?
Io, cosa è bene per gli altri, non lo so. Non ne ho idea. Ma, per me, io sono contento. A me piacciono le cose che mi fanno star male, non so perché. Non so se questa cosa valga per tutti. Però io, quando ho letto il mio primo romanzo russo, che era Delitto e castigo di Dostoevskij, avevo quindici anni, e in quel romanzo il protagonista si chiede: Ma io quanto valgo? Sono come un insetto o come Napoleone? Mi son fermato nella lettura, e mi son chiesto: E io? Io quanto valgo? Ho avuto l’impressione che quel libro lì, che era stato scritto 212 anni prima a 3000 chilometri di distanza, avesse aperto dentro di me una ferita, che non avrebbe smesso tanto presto di sanguinare. Sono passati 44 anni, e io sono contento che quella ferita sanguina ancora. Sono contento di non avere l’esatta percezione del mio valore. Se sapessi che valgo 32 mi fermerei lì, invece ho l’impressione di essere per strada verso qualcosa. Anche adesso, anche da vecchio.

Ha un modo di scrivere che definirei così particolare da essere magnetico, da far amare la letteratura russa anche a chi, di letteratura russa, non ha mai letto niente. È come entrare nei suoi pensieri e in ogni singola vita della quale parla. È un’impostazione studiata, esercitata, o un movimento stilistico al quale non fa caso, totalmente naturale?
È una cosa che è venuta col tempo. All’inizio non scrivevo così, nei primi due anni di stesura del libro sono andato verso una scrittura con una vocazione sonora. Sembra che scriva come parlo, però non è una cosa immediata, ci è voluto del tempo. E grazie per le cose che hai detto. Io, in questi ultimi anni soprattutto, racconto (anche in questo libro) delle mie passioni, e il tentativo è un po’ quello lì: parlare di una cosa che mi piace moltissimo. Che è un pezzo di me.

La letteratura è uno strumento per capirmi e per capire il mondo.

Paolo Nori

Il romanzo poi è un saggio che racconta una storia, che in fondo potrebbe essere il suo incontro con la vita di Dostoevskij. È quasi un nuovo genere in cui è centrale, quasi più di tutto, la potenza della letteratura. La letteratura che stravolge e parla chiaro. Che ha una potenza salvifica e destrutturante. Ecco, per lei, in che misura la letteratura deve assumere l’una o l’altra connotazione?
Non è che debba farlo, lo fa. Io, fin da quando ero piccolo, la cosa che mi piace di più, a me, è leggere dei romanzi. Quando ho cominciato a pubblicare, nel ‘99, mio babbo faceva il capo cantiere, lavorava nell’edilizia, e lui di libri non ne leggeva, e quando sono usciti i miei primi due libri, uno dopo l‘altro, sono andati abbastanza bene, mio babbo si è sentito in dovere di scusarsi con me perchè non li leggeva. E io gli ho detto: Babbo io non son mai venuto a vedere le case che costruisci. Non credo che il mio mestiere sia più importante del mestiere di mio babbo, no. Anche io in un certo senso costruisco le case. Case diverse, dove la gente va a stare. Però per me è così. L’edilizia è importante, necessaria, potente. Ma anche la letteratura. Per me, e per quelli come me che leggono i libri.
Per me la cosa difficile, quando avevo la vostra età, è stata capire quello che mi piaceva. E difficilissimo è stato avere il coraggio di immaginare che questa mia passione diventasse un mestiere. Son dovuto arrivare a un grado di disperazione talmente alto che mi son detto: Voglio provare a fare questa cosa qui. E se la letteratura fosse stata la musica jazz o la pittura, l’edilizia, l’architettura, non so, non credo che sarei migliore o peggiore di quello che sono ora. La possibilità di lavorare con le cose che più ci piacciono, ecco questa è una cosa della quale sono contento. Ho voluto provare a verificare questa possibilità, e mi sembra che ci sia. Si può.

La ferita lasciata da Dostoevskij sanguina ancora. Ma altri autori le hanno fatto questo stesso effetto?
Tantissimi. L’incontro con Dostoevskij è stato un caso. Ma con Tolstoj mi è successa la stessa cosa, con Puskin, Anna Achmatova, Gogol’. O quantomeno una cosa simile. Ci son delle cose centrali della mia vita, dei sentimenti miei che io leggo attraverso di loro. La letteratura è uno strumento per capirmi e per capire il mondo. Esattamente come è successo con Delitto e castigo, per la prima volta 44 anni fa.


A cura di
Chiara Miscali

Volta Pagina x Licanias 2022