Il concetto di “mutazione”, o cambiamento, è presente in molti aspetti della nostra vita, c’è nella chimica delle cose e degli esseri viventi, avviene nel nostro corpo durante la crescita, il nostro DNA muta e lo fanno anche il nostro pianeta ed il clima, è un processo universale che coinvolge tutto.

Immaginiamo di focalizzare l’attenzione su un aspetto in particolare, per esempio quello che riguarda l’evoluzione, una trasformazione quindi, che tende all’adattamento ad una particolare condizione o al superamento di un limite naturale per necessità o per volontà; si potrebbe proiettare l’essere umano odierno in una dimensione di necessità per cui debba procedere verso un nuovo stadio evolutivo, che gli permetta una vita serena, rispettosa e in equilibrio con la natura, un nuovo essere umano più vicino ad animali e piante, che interrompa lo sfruttamento delle risorse naturali e bonifichi quanto ha inquinato e costituisca una società avanzata e civile, senza disuguaglianze né pregiudizi.

Questo concetto di purezza e di trasformazione allo stesso tempo è ricorrente in numerosi miti classici, in particolare in quello di Dafne o Daphne (in greco antico: Δάφνη, Dáphnē, “lauro”, indicante l’alloro) e Apollo; la vicenda narra che a causa della sua estrema bellezza Dafne si attirò l’attenzione e l’ardore amoroso del dio Apollo, ella però rifiutò l’amore divino e cominciò a fuggire via lontano; Apollo la inseguì ma poco prima di raggiungerla la fanciulla supplicò i genitori, il dio fluviale Ladone e la madre, la naiade Creusa di salvarla. Gli Dèi ascoltarono la preghiera ed ecco che, in un attimo, la giovane si trasformò in una pianta di alloro.

Una delle più belle e suggestive rappresentazioni di questo mito è l’opera del Bernini, L’Apollo e Dafne – l’ultima di una serie di commissioni rivolte dal cardinale Scipione Caffarelli-Borghese allo scultore all’epoca poco più che ventenne – e ad essa si ispira il visual di tutta la campagna di comunicazione di Licanìas.

In questa edizione del festival pertanto si intende approfondire una serie di argomenti tutti riconducibili alle mutazioni: fisiche (del corpo umano), sociali, economiche, politiche, artistiche, musicali, della comunicazione, climatiche… per renderci conto che alla fine “L’unica costante della vita è il cambiamento” (Buddha).